lunedì 17 giugno 2019

La voce del mare




TITOLO: La voce del mare
AUTORE: Emily Pigozzi
EDITORE: Emma Books
GENERE: Narrativa femminile romance
NUMERO PAGINE: 250
DISPONIBILE IN: ebook
AMBIENTAZIONE: Italia – Grecia – New York
DATA DI USCITA:  19 gennaio 2019
Romanzo già in preorder: https://amzn.to/2XWxGkU


Due donne legate da un filo indissolubile.
Una vita divisa in due. 
Una sola voce. 
Per Thalia Fountas, italo-greca, l’unica cosa che conta è la musica lirica. Per questo entra in crisi quando all’improvviso le sembra di non riuscire più a cantare. Come se non bastasse iniziano a tormentarla strani sogni: una casa sul mare, grandi ulivi, spiagge incantevoli e una ragazza misteriosa che le assomiglia. Thalia riconosce la casa: si trova a Zante e apparteneva a sua nonna di cui lei non sa quasi nulla. Complici un diario, un mare cristallino e uno scontroso vicino di casa dagli occhi verdissimi, in Grecia Thalia forse ritroverà la voce e la strada per esaudire tutti i suoi desideri.




Emily Pigozzi scrive da sempre. Parla troppo e legge altrettanto, adora i dolci e la quiete della notte. Per diversi anni ha lavorato come attrice, prendendo parte a cortometraggi  e film e partecipando a tournée che hanno toccato i maggiori teatri d’Italia.
Vive a Mantova con il marito e due figli piccoli, un maschio e una femmina.
Ha esordito nel rosa con “L’angelo del risveglio” (Delos digital) a cui è seguito “Il posto del mio cuore”.
Nel 2016 ha invece pubblicato “Aspettami davanti al mare” e “Danza per me”, entrambi per la collana Youfeel di Rizzoli. Nel 2017 escono “Un piccolo infinito addio” e “Il mio vento di primavera”, quest’ultimo edito da Emma Books. Nel 2018 il suo romantic suspense “Magnifico assedio” è stato per diverse settimane ai primi posti della classifica bestseller di Amazon. Nel 2018 è uscito “Una canzone per te”, per Harper Collins Elit.
Nel 2019 ha pubblicato “Figli delle stelle”, bestseller Amazon, e la novella prequel “Come due stelle”.


 
Non so come arriviamo a casa di Richard. Come finiamo nel suo letto, tenendoci per mano. È bello, confortante. Lui mi spoglia, deciso. Io faccio lo stesso, guardandolo negli occhi. Nel suo sguardo c’è una domanda, ma la risposta non serve: lui ha già il mio sì, il mio corpo glielo sta urlando. Ci baciamo, e ogni bacio brucia e ci accompagna verso il culmine del piacere. Poi lo sento dentro, così forte e così intenso, senza più freni.
Richard fa l’amore come se stesse andando in guerra, senza paura, con spregiudicatezza e con forza.
Mi travolge, ma in fondo lo sapevo già, da quel primo sguardo sotto la pioggia. E io mi arrendo subito.
Crollo, vinta dalla stanchezza e dal senso di appagamento. Sto bene, sono in pace, questa isola è come una piccola barca tranquilla e io navigo nella beatitudine più totale. Mi sveglio dopo non so quanto e quasi sussulto quando vedo Richard addormentato accanto a me, come se non mi aspettassi di vederlo qui.
E adesso come la mettiamo, fra noi due?
Osservo il suo profilo affascinante, la curva del naso e degli zigomi, i capelli chiari scarmigliati. Sul suo viso non c’è l’ombra di un sorriso, tuttavia sembra tranquillo, rilassato. Non l’avevo mai visto dormire, e a giudicare dalle occhiaie e dall’aria stanca che ha, spesso ho come la sensazione che non sia facile per lui riposare tranquillamente. Così decido di non svegliarlo, di non muovermi. Mi godo questo momento di pace, mentre il mondo continua la sua corsa.
Dopo un po’, Richard si sveglia. Stira le sue membra lentamente, con un’espressione mista tra il dolore e l’appagamento. Apre piano le palpebre, e mi guarda. Mi fissa negli occhi, fino a quando sulle mie labbra non nasce un sorriso.
«E così… buongiorno» dice, baciandomi la punta del naso.
«Buongiorno.»
«E allora… non è stato così male, no?»
«No, direi di no» sorrido, avvicinandomi a lui. Sfioro la sua spalla, la sua pelle morbida, il volto con appena un accenno di barba ispida. È come se lo sentissi già mio.
Brutto segno, anzi, pessimo segno, Thalia!«Ci avrei scommesso che io e te avremmo fatto scintille. Già sotto quel temporale, l’avevo capito. Non poteva essere altrimenti» sorride.
«Già. Non mi era mai successo.»
«Cosa? Di conoscere qualcuno sotto una tempesta?» mi canzona con un sorriso.
«Anche» mi faccio seria, guardandolo negli occhi.
E ora? E noi? Ammesso che possa esistere un noi, che fine faremo?
 

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